Archivio per Agosto 2008

Meteo De Agostini #1

Eccomi qua con il primo numero di questo nuovo progetto editoriale in mano!

Come avevo intuito nel precedente post, l’impressione è molto buona sin dalla prima uscita: i materiali che costituiscono i pezzi dell’anemometro sono ottimi (in alto a sx una foto), ed è chiaramente indicato che la stazione sarà progettata secondo le norme OMM e sarà cartificata da MeteoNetwork (seconda foto); i fascicoli son ben fatti e per ora trattano tematiche abbastanza elementari (com’è giusto che sia), spero solo che proseguendo con la raccolta (e c’è tempo, sono 70 uscite) aumentino gli approfondimenti. La stazione meteo pare avere tutte le carte in regola per competere con i marchi più quotati, quindi per chi non ha fretta di averla subito e per chi vuole “rateizzare” il suo pagamento, questa è davvero una ghiotta occasione, direi imperdibile.

Per chi è alle prime armi, sul sito del CEM verrano pubblicate mano a mano delle video-guide sul corretto montaggio delle apparecchiature (con protagonista Giovanni Tesauro, responsabile delle stazioni della rete MeteoNetwork).

Sono inoltre presenti, in questo primo numero, un utilissimo e fondamentale glossario dei termini più usati in meteorologia, e un poster Guida al Cielo con una, questa sì sommaria, classificazione delle nubi.

Come già accennato, fino a febbraio 2009 le uscite saranno bisettimanali, dopodichè diverranno settimanali.

Stazione meteo De Agostini

All’inizio, alle prime indiscrezioni, pensavo alla bufala. Poi, verificata la veridicità della fonte, pensavo alla fregatura (come prezzo e come qualità, principalmente). Ma ora, che è in edicola la prima uscita, pare che ci sia una sorpresa insperata!

Stiamo parlando del nuovo progetto della De Agostini, in collaborazione con il Centro Epson Meteo (e con il grande Mario Giuliacci, noto meteorologo, che ci mette la faccia anche nella pubblicità) e l’associazione ONLUS MeteoNetwork. Si tratta di una seria di uscite (a dir la verità, parecchie…), inizialmente bisettimanali, poi settimanali, di vari fascicoli, che andranno a formare una corposa enciclopedia della meteorologia (speriamo il più precisa e curata possibile, sarebbe un peccato altrimenti…). Inoltre, la cosa che faceva temere di più gli adetti ai lavori e appassionati, è la presenza, ad ogni uscita, di alcuni pezzi che andranno a formare una vera e propria stazione meteo da installare e da interfacciare con il PC, in modo da mandare i dati in rete (ci sono già varie reti in Italia di stazioni amatoriali: la più curata è sicuramente quella di MeteoNetwork; potete consultare i dati qui). Faceva temere perchè raccogliere i dati atmosferici (temperatura, umidità, vento, pioggia caduta…) è una cosa molto delicata, si devono rispettare degli standard molto restrittivi decisi dalla WMO, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, e i sensori devono essere precisi e di qualità: non avrebbe senso raccogliere dati con attrezzature inadatte, in quanto i dati stessi sarebbero altamente imprecisi. Ma a quanto pare, anche se non ho ancora comperato la prima uscita (lo farò e magari vi aggiornerò), stavolta il tutto è stato fatto con la supervisione di persone davvero competenti: non ho dubbi che il CEM e MNW abbiano fatto un ottimo lavoro, e che la stazione che verrà pian piano completata sarà di fascia medio-alta tra le stazioni amatoriali (sono noti marchi come Davis, Lacrosse, Oregon, Peet Bros…). Potrebbe essere davvero un passo avanti per la cultura della meteo in Italia, specialmente grazie ai fascicoli informativi e (spero) esaustivi sui moltissimi temi inerenti questa scienza.

I dettagli tecnici non sono ancora chiarissimi, ma con le prossime uscite dovrebbe essere tutto dichiarato. Non mancherò di tenervi aggiornati. Io comunque consiglio di comperare questa prima uscita, in offerta lancio a 2,99€ (le altre dovrebbero costare tutte 9,99€). Il costo totale dell’opera sarà di 692,3€ (sono 70 uscite), ma se la stazione è davvero valida (al pari di una Davis VP2, la più quotata stazione meteo attualmente in commercio, che attualmente costa attorno ai 1000€ dotata di datalogger e interfacciamento al PC), avremo questa più un’enciclopedia completa e sicuramente utile: a me pare un affare.

Rilevazioni satellitari temperature terrestri: tentiamo di capirci qualcosa…

In questi mesi avrete sicuramente sentito discutere molto su una presunta flessione delle temperature medie mensili globali, con misurazioni effettuate dai satelliti, fino a tornare a valori addirittura sottomedia. Proprio in questi giorni è uscito un articolo su un famoso sito italiano, il quale afferma che i valori delle temperature in media troposfera nel Luglio 2008 si sono mantenuti a -0,07°C rispetto alla norma 1979-2008.

Poi mi guardo la pagina del National Space Science & Technology Center (NSSTC) dell’Università dell’Alabama da dove controllo i dati tutti i mesi, e trovo questo:

…cioè vedo che il Luglio 2008 risulta, a livello globale, +0,048°C sopra media. Com’è possibile che i dati si differenzino in questo modo? Dipende da fattori tecnici o solamente da un utilizzo di una media climatologica diversa?

Allora, innanzitutto spieghiamo che i sensori montati sui satelliti orbitanti attorno alla Terra non misurano in maniera diretta la temperatura dell’aria, ma rilevano solamente le radiazioni in varie bande di lunghezzze d’onda, e poi indirettamente risalgono alla temperatura. Il sistema viene utilizzato dal NOAA dal 1979 nei suoi satelliti polari, che misurano l’intensità di “risalita” (termine tecnico: upwelling) della radiazione a microonde dell’ossigeno atmosferico (Microwave Soundings UnitsMSUs), e questa radianza è misurata a diverse frequenze, che vanno a descrivere diverse regioni di atmosfera, come è visibile nella prossima figura:

Per esempio, il canale 2 è largamente rappresentativo di tutta la troposfera, anche se sconfina pure nella bassa stratosfera (misurando quindi anche i repentini raffreddamenti di quest’ultima). Poi, si nota che con diversi metodi di analisi di questi dati si ottengono, paraddossalmente (poichè i dati di partenza sono gli stessi!), risultati e trend diversi. Ad ogni modo, il sistema MSUs è più indicativo di altre misurazioni, in quanto copre indifferentemente tutta la superficie terrestre, a differenza delle stazioni al suolo (che sono anche per la maggior parte in zone urbanizzate), e dei radiosondaggi che, pur essendo utilissimi e descrivendo perfettamente uno spaccato di atmosfera, rappresentano comunque una zona molto ristretta.

Dicevamo che ci sono diversi metodi di calcolo e di analisi di questi dati satellitari sulla radiazione; inoltre bisogna dire che essi derivano da nove differenti MSUs, ognuno con le sue caratteristiche, che devono essere tenute ben presenti e quantificate precisamente, in quanto hanno un impatto molto importante sui risultati finali.

I maggiori gruppi che analizzano questi dati satellitari per calcolare il trend (tendenza) delle temperature sono due:

Questo prossimo grafico mostra perfettamente il fatto che, pur partendo dagli stessi dati, le analisi dei diversi gruppi di ricerca portano a risultati e quindi trend diversi:

(le rette rappresentano i trend delle misurazioni al suolo e delle misurazioni satellitari secondo UAH e RSS)

In questi ultimi anni gli sforzi per tentare di eliminare le differenze tra dati UAH e RSS sono stati molti (specialmente da parte di Roy Spencer e John Cristy), ma il lavoro da fare è ancora molto.

Un’altra critica ai trend di temperatura ricavati dai dati satellitari è la brevità della serie storica disponibile: infatti i dati sono disponibili solo dal dicembre 1978 (ma ormai siamo esattamente ad un trentennio di dati, e la serie si può definire completa).

Tornando alla premessa dell’articolo, io non ho trovato nessun dato che mostri questi -0,07°C di anomalia mensile nella temperatura media globale; i dati RSS (ovviamente land+ocean)  che ho visionato mostrano un sopramedia di +0,147°C, mentre i dati UAH un più contenuto +0,048°C. Questo perchè il redattore dell’articolo in questione si riferisce alle temperature misurate in media troposfera, che egli afferma essere più indicative in quanto considerano anche gli strati dell’atmosfera superiori ai 3000 m, assenti nelle rilevazioni della bassa troposfera: in realtà, come si vede nella seconda figura di questo articolo, il canale 1 arriva oltre i 10 km di altezza. Ho l’impressione che la diffusione di questo dato sia una specie di provocazione per mostrare che il globo si sta raffreddando, quando in realtà non è assolutamente così (il trend è sempre in salita, anche se negli ultimi mesi in deciso calo), e un modo per attirare il popolo cosiddetto “freddofilo”, numerosissimo tra gli appassionati di meteorologia.

[grazie a Wikipedia e ad un suo interessantissimo articolo]

Pioggia pechinese

Se ne parlava proprio ieri, ma alla fine anche lo ioduro d’argento non ha potuto fare molto contro gli elementi naturali :-)

Da stamattina, infatti, cade una fitta pioggia su Pechino: dopo la sospensione delle partite di tennis, sono state annullate anche le gare di cannotaggio, mentre la corsa di ciclismo femminile si disputava sotto un diluvio.

Domani ancora possibilità di pioggie molto forti, poi pian piano la situazione dovrebbe migliorare nel corso della settimana, ma con rischio pioggia sempre concreto. La certezza è che non farà freddo.

[foto da Repubblica.it]

I cinesi modificano il clima per le Olimpiadi?

E’ apparsa da poche ore su vari siti la notizia che ieri, durante la cerimonia ufficiale dell’apertura dei giochi Olimpici 2008, l’ufficio meteorologico di Pechino ha lanciato strani razzi per evitare la pioggia durante l’evento, particolarmente atteso. Ma è possibile tutto ciò, cioè regolare a proprio piacere il clima? Sarebbe una manna per i vacanzieri in questi giorni estivi, non credete?

Allora, chiariamo subito il funzionamento di questo sistema, che si basa su precise leggi fisiche: dobbiamo sapere che le gocce di pioggia che cadono sui nostri suoli si formano a partire da piccolissimi cristalli di ghiaccio presenti nelle nubi, che, attraverso complessi processi micro-fisici, accrescono le loro dimensioni, finchè il loro peso non supera il valore della resistenza offerta loro dall’aria sottostante, e cominciano a cadere (processo di Wegener-Bergeron-Findeisen). Ovviamente, se trovano, nella loro discesa, temperature maggiori di 0°C, si fondono e cadranno sottoforma di acqua allo stato liquido.

Cos’hanno fatto Guo Hu e i suoi collaboratori? Hanno semplicemente lanciato in mezzo alle nubi questi razzi, che esplodendo hanno rilasciato una sostanza chimica, lo Ioduro d’argento (presente naturalmente in natura; formula chimica: AgI), che non fa altro che aumentare i nuclei di condensazione presenti nell’aria, in modo che si formino molti più cristalli di ghiaccio e quindi molte più gocce di pioggia. Sono così riusciti a far “scaricare” di H2O le nubi prima che giungessero su Pechino, evitando che la pioggia si abbattesse sullo stadio.

Questo metodo è, a parer mio, deplorevole, in quanto modifica il sistema naturale, ma pare non crei nessun danno particolare, a meno che non sia usato in modo massiccio. So che sempre i pechinesi lo hanno già sperimentato per tentare di ripulire l’aria cittadina, intrisa di ogni veleno, tentando di far cadere le polveri sottili attraverso la pioggia: è un sistema funzionante nel brevissimo termine, ma è praticamente irrisorio nel ristabilimento del reale equilibrio delle sostanze che formano l’aria naturale che respiriamo. Senza contare che poi queste sostanze, cadute a terra, vanno comunque ad inquinare le falde o i terreni. Insomma, non c’è scampo.

Per ora l’unico sistema dimostrato e ben fondato su principi fisici utile a “modificare il clima”, è questo: è comunque un sistema funzionante a livello di mesoscala (estensione orizzontale da qualche decina di km a qualche centinaio). E poi vogliamo aggiungere i costi? Ne vale realmente la pena?

Niente a che fare, comunque, con le fantomatiche schie chimiche (o chemtrails), o con i cannoni anti-grandine: argomenti, questi, che saranno sicuramente oggetto di successivi articoli.

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