Ecco l’articolo che campeggiava nella prima pagina di ieri del quotidiano Il Gazzettino.
Vi fa paura, eh? Vi credo, è messo lì apposta: per fare audience, per vendere. Niente di sbagliato, è il lavoro del giornalista.
Peccato che i dati su cui gioca il giornalista siano palesemente errati, o meglio, imprecisi: solo ad una lettura del resto del’articolo, infatti, ci si accorge che in realtà le temperature realmente registratesi nelle stazioni ufficiali delle provincie di Padova e Vicenza il giorno precedente sono ben inferiori, e che i valori riportati a caratteri cubitali non sono quelli reali (sui quali i meteorologi e climatologi basano ogni analisi o statistica), bensì quelli percepiti, che hanno valore scientifico quasi nullo! Mi spiegate il senso di questa mossa? Non sarebbe stato più logico fare il contrario, cioè mettere i valori reali in evidenza, e poi spiegare nell’articolo che, a causa dell’elevatà umidità (vapore acqueo presente nell’atmosfera), il disagio fisico aumenta notevolmente facendo percepire temperature più alte (per chi mastica un po’ di inglese, ecco un approfondimento), senza chiamare in causa record assolutamente inesistenti?
Questa è strategia di marketing, è vero, ma totalmente ingannevole.
Vogliamo verificare? Visto che nell’articolo sono state prese in considerazione le città di Padova e Vicenza, andiamo a vedere sul sito dell’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto), i dati registrati il giorno 5 agosto, uno tra i più caldi dell’estate 2008. Per la stazione di Legnaro (riferimento per la città di Padova), vediamo che la Tmax verificatasi (quarta colonna da sinistra) è di 33,2°C, temperatura alta, ma distante ben 4°C dai 37°C che un lettore distratto avrebbe supinamente accettato. Vediamo la stazione dell’Orto Botanico, situata in centro città, e quindi molto più sensibile all’isola di calore: leggiamo un 33,3°C. Stesso discorso.
Facciamo lo stesso lavoro per Vicenza (prendendo in considerazione la stazione di Quinto Vicentino): qui risulta un bollente 34,3°C, ma ancora una volta 4°C inferiore alla temperatura diffusa ai 4 venti.
Qui non si tratta di pigrizia del giornalista a controllare i dati (che sapeva benissimo, come ha poi dimostrato), questa è distorsione VOLUTA della realtà. E ne è solo un piccolo, forse innocuo, esempio.
AGGIORNAMENTO: è stata mandata una mail alla redazione del Gazzettino con il link a questo articolo.
