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I cambiamenti climatici visti da Google Earth

E’ possibile scaricare a questo indirizzo il file .kmz creato dal MetOffice, da utilizzare con l’ormai nota applicazione Google Earth, che permette di vedere ogni zona del nostro pianeta Terra con foto scattate da satellite. Potremo in questo modo godere dell’animazione di una proiezione dei livelli di crescita delle temperature globali dal 2000 al 2100, con gli output di uno dei loro modelli climatici (in particolare, il Global Environmental Model del Met Office Hadley Centre). Le stime di crescita paiono effettivamente catastrofiche (dell’ordine dei 15/17°C al Polo Nord), ma mostrano una possibile evoluzione del nostro clima, inngabilmente.

Inoltre, in ogni continente troverete dei simbolini del Met Office e, cliccandoci sopra, si apriranno diverse finestre con degli approfondimenti sulle conseguenze già in atto o future del riscaldamento globale in alcune zone del pianeta, con ulteriori link a studi effettuati.

Indubbiamente questo importantissimo ente calca molto la mano sul riscaldamento globale causato dall’uomo e dalla CO2, dando per scontate queste cause, quando invece ci sono ancora molte, troppe cose da chiarire. Tuttavia resta una delle agenzie più autorevoli al mondo nel campo della meteorologia, e l’oggetto di questo articolo credo sia utile per ampliare le conoscenze di ognuno di noi (in qualsiasi modo la si pensi).

Rilevazioni satellitari temperature terrestri: tentiamo di capirci qualcosa…

In questi mesi avrete sicuramente sentito discutere molto su una presunta flessione delle temperature medie mensili globali, con misurazioni effettuate dai satelliti, fino a tornare a valori addirittura sottomedia. Proprio in questi giorni è uscito un articolo su un famoso sito italiano, il quale afferma che i valori delle temperature in media troposfera nel Luglio 2008 si sono mantenuti a -0,07°C rispetto alla norma 1979-2008.

Poi mi guardo la pagina del National Space Science & Technology Center (NSSTC) dell’Università dell’Alabama da dove controllo i dati tutti i mesi, e trovo questo:

…cioè vedo che il Luglio 2008 risulta, a livello globale, +0,048°C sopra media. Com’è possibile che i dati si differenzino in questo modo? Dipende da fattori tecnici o solamente da un utilizzo di una media climatologica diversa?

Allora, innanzitutto spieghiamo che i sensori montati sui satelliti orbitanti attorno alla Terra non misurano in maniera diretta la temperatura dell’aria, ma rilevano solamente le radiazioni in varie bande di lunghezzze d’onda, e poi indirettamente risalgono alla temperatura. Il sistema viene utilizzato dal NOAA dal 1979 nei suoi satelliti polari, che misurano l’intensità di “risalita” (termine tecnico: upwelling) della radiazione a microonde dell’ossigeno atmosferico (Microwave Soundings UnitsMSUs), e questa radianza è misurata a diverse frequenze, che vanno a descrivere diverse regioni di atmosfera, come è visibile nella prossima figura:

Per esempio, il canale 2 è largamente rappresentativo di tutta la troposfera, anche se sconfina pure nella bassa stratosfera (misurando quindi anche i repentini raffreddamenti di quest’ultima). Poi, si nota che con diversi metodi di analisi di questi dati si ottengono, paraddossalmente (poichè i dati di partenza sono gli stessi!), risultati e trend diversi. Ad ogni modo, il sistema MSUs è più indicativo di altre misurazioni, in quanto copre indifferentemente tutta la superficie terrestre, a differenza delle stazioni al suolo (che sono anche per la maggior parte in zone urbanizzate), e dei radiosondaggi che, pur essendo utilissimi e descrivendo perfettamente uno spaccato di atmosfera, rappresentano comunque una zona molto ristretta.

Dicevamo che ci sono diversi metodi di calcolo e di analisi di questi dati satellitari sulla radiazione; inoltre bisogna dire che essi derivano da nove differenti MSUs, ognuno con le sue caratteristiche, che devono essere tenute ben presenti e quantificate precisamente, in quanto hanno un impatto molto importante sui risultati finali.

I maggiori gruppi che analizzano questi dati satellitari per calcolare il trend (tendenza) delle temperature sono due:

Questo prossimo grafico mostra perfettamente il fatto che, pur partendo dagli stessi dati, le analisi dei diversi gruppi di ricerca portano a risultati e quindi trend diversi:

(le rette rappresentano i trend delle misurazioni al suolo e delle misurazioni satellitari secondo UAH e RSS)

In questi ultimi anni gli sforzi per tentare di eliminare le differenze tra dati UAH e RSS sono stati molti (specialmente da parte di Roy Spencer e John Cristy), ma il lavoro da fare è ancora molto.

Un’altra critica ai trend di temperatura ricavati dai dati satellitari è la brevità della serie storica disponibile: infatti i dati sono disponibili solo dal dicembre 1978 (ma ormai siamo esattamente ad un trentennio di dati, e la serie si può definire completa).

Tornando alla premessa dell’articolo, io non ho trovato nessun dato che mostri questi -0,07°C di anomalia mensile nella temperatura media globale; i dati RSS (ovviamente land+ocean)  che ho visionato mostrano un sopramedia di +0,147°C, mentre i dati UAH un più contenuto +0,048°C. Questo perchè il redattore dell’articolo in questione si riferisce alle temperature misurate in media troposfera, che egli afferma essere più indicative in quanto considerano anche gli strati dell’atmosfera superiori ai 3000 m, assenti nelle rilevazioni della bassa troposfera: in realtà, come si vede nella seconda figura di questo articolo, il canale 1 arriva oltre i 10 km di altezza. Ho l’impressione che la diffusione di questo dato sia una specie di provocazione per mostrare che il globo si sta raffreddando, quando in realtà non è assolutamente così (il trend è sempre in salita, anche se negli ultimi mesi in deciso calo), e un modo per attirare il popolo cosiddetto “freddofilo”, numerosissimo tra gli appassionati di meteorologia.

[grazie a Wikipedia e ad un suo interessantissimo articolo]

I cinesi modificano il clima per le Olimpiadi?

E’ apparsa da poche ore su vari siti la notizia che ieri, durante la cerimonia ufficiale dell’apertura dei giochi Olimpici 2008, l’ufficio meteorologico di Pechino ha lanciato strani razzi per evitare la pioggia durante l’evento, particolarmente atteso. Ma è possibile tutto ciò, cioè regolare a proprio piacere il clima? Sarebbe una manna per i vacanzieri in questi giorni estivi, non credete?

Allora, chiariamo subito il funzionamento di questo sistema, che si basa su precise leggi fisiche: dobbiamo sapere che le gocce di pioggia che cadono sui nostri suoli si formano a partire da piccolissimi cristalli di ghiaccio presenti nelle nubi, che, attraverso complessi processi micro-fisici, accrescono le loro dimensioni, finchè il loro peso non supera il valore della resistenza offerta loro dall’aria sottostante, e cominciano a cadere (processo di Wegener-Bergeron-Findeisen). Ovviamente, se trovano, nella loro discesa, temperature maggiori di 0°C, si fondono e cadranno sottoforma di acqua allo stato liquido.

Cos’hanno fatto Guo Hu e i suoi collaboratori? Hanno semplicemente lanciato in mezzo alle nubi questi razzi, che esplodendo hanno rilasciato una sostanza chimica, lo Ioduro d’argento (presente naturalmente in natura; formula chimica: AgI), che non fa altro che aumentare i nuclei di condensazione presenti nell’aria, in modo che si formino molti più cristalli di ghiaccio e quindi molte più gocce di pioggia. Sono così riusciti a far “scaricare” di H2O le nubi prima che giungessero su Pechino, evitando che la pioggia si abbattesse sullo stadio.

Questo metodo è, a parer mio, deplorevole, in quanto modifica il sistema naturale, ma pare non crei nessun danno particolare, a meno che non sia usato in modo massiccio. So che sempre i pechinesi lo hanno già sperimentato per tentare di ripulire l’aria cittadina, intrisa di ogni veleno, tentando di far cadere le polveri sottili attraverso la pioggia: è un sistema funzionante nel brevissimo termine, ma è praticamente irrisorio nel ristabilimento del reale equilibrio delle sostanze che formano l’aria naturale che respiriamo. Senza contare che poi queste sostanze, cadute a terra, vanno comunque ad inquinare le falde o i terreni. Insomma, non c’è scampo.

Per ora l’unico sistema dimostrato e ben fondato su principi fisici utile a “modificare il clima”, è questo: è comunque un sistema funzionante a livello di mesoscala (estensione orizzontale da qualche decina di km a qualche centinaio). E poi vogliamo aggiungere i costi? Ne vale realmente la pena?

Niente a che fare, comunque, con le fantomatiche schie chimiche (o chemtrails), o con i cannoni anti-grandine: argomenti, questi, che saranno sicuramente oggetto di successivi articoli.

Glossari

Oggi voglio proporre qualcosa che potrebbe essere utile a molti, sia per chi è completamente a digiuno di meteorologia e magari si imbatte in qualche strano termine, sia per chi vuole cominciare ad approfondire qualche argomento: qualche bel glossario reperibile in rete, da avere sempre sottomano.

L’unica cosa da segnalare è che sono tutti in inglese, quindi una minima conoscenza della lingua è richiesta.

Cominciamo con quello del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), la più importante autorità americana in campo meteorologico. C’è n’è anche uno specifico per chi si interessa di paleontologia, applicata allo studio del clima.

Questo, seppur ancora molto incompleto, è dell’Australian Bureau of Meteorology (occhio quindi che le definizioni delle stagioni sono invertite rispetto a noi che viviamo nell’emisfero boreale ;-) ).

Molto interessante è quest’altro, sempre australiano, che si divide in 4 parti: Carbonio e Scienza del clima, Tecnologie ed Energie rinnovabili, Gestione del carbonio, Commercio del carbonio e Meccanismi internazionali.

La pagina dell’EPA U.S. (Environmental Predication Agency) la trovo molto completa per quanto riguarda i termini riguardanti i cambiamenti climatici.

Questo del Western Regional Climate Center (WRCC) è molto sintetico ma pieno di termini.

E’ possibile trovare qualcosa sui cambiamenti climatici anche su Wikipedia.

Per alcuni termini più specifici e burocratici, ci sono questi due: 1 e 2.

Spero possano essere utili a qualcuno.

[via RealClimate]